Oggi il prestigioso passato di Butera è testimoniato soprattutto dal suo impianto urbanistico di origine medievale, dai resti dell’antico castello e dalle numerose chiese e opere d’arte realizzate tra il XVI e il XIX secolo.
Il centro abitato, dalla caratteristica forma a “bisaccia capovolta”, gode di una posizione panoramica di grande fascino. Il territorio comunale, esteso per circa 30.000 ettari, confina a nord con Mazzarino, a est con Niscemi e Caltagirone, e a sud-ovest con Riesi e Ravanusa. È suddiviso in circa 63 contrade, tra cui Aguglia, Barretta, Birrinciolo, Cancidderi, Caporale, Cataldo, Chiappara, Cinquegrani, Commenda, Consi, Croce, Donna, Falconara, Finocchiara, Fiume Grande, Fiume di Mallo, Fontana, Fontana Calda, Guallarà, Geremia, Inviata, Isabella, Iudichella, Lago, Lenza, Mezzomilone, Militarì, Monaco, Montagna, Monte Gricuzzo, Nostra Donna, Pantano, Passarello, Pergola, Perni, Piano della Fiera, Pispisella, Presa, Priorato, Punturo, Purgatorio, Reccuratolo, Ricolizie, Rizzuto, Rizzuto Gallarà, San Cusumano, San Francesco di Paola, San Giovanni, San Giorgio, Santa Maria dell’Alto, Santa Caterina, San Pietro, Saracena, Seggio, Sgricciolo, Sotto San Rocco, Spinello, Talai, Tenutella, Travacca, Turco, San Pietro, Vergine Maria, Vespa e Zottomortillo.
Il territorio è ricco di corsi d’acqua: il principale è il fiume Disueri, che nasce nei pressi di Piazza Armerina e, giunto nella piana di Gela, prende il nome di fiume Gela. A questo si aggiungono numerosi torrenti, tra cui il Comunelli, che scorre ai piedi della collina di Butera e sfocia nel Mar Mediterraneo, anticamente noto come “Marsa Buthiro”, ovvero porto di Butera.
In passato il territorio era ricco di sorgenti, comprese acque minerali ritenute benefiche, come quelle di Suor Marchesa e Passarello. Di rilievo anche l’area di Mukulufa, caratterizzata da acque solfuree e sede di un’importante zolfara attiva già nell’Ottocento, oltre che luogo di frequentazione fin dalla preistoria e in epoca romana.
Il clima è variabile, con inverni rigidi ed estati molto calde, influenzate dai venti di grecale e levante. L’economia tradizionale si basa sull’agricoltura, con produzioni di cereali, vino, mandorle, olio, agrumi e frutta. Alcune colture, come la liquirizia, sono scomparse, mentre altre, come la carruba, risultano oggi in diminuzione.
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