BUTERA NELLA STORIA - PARTE V

Sotto il regno di Federico III di Sicilia, Butera risultava feudo del miles Lupo degli Uberti, appartenente a una famiglia di origine toscana legata alla fazione ghibellina e proprietaria anche dei feudi di Gatta e Fundrò nel territorio di Piazza Armerina.

I registri pontifici delle decime relativi agli anni 1308-1310 attestano la presenza in città di tre principali edifici religiosi: la chiesa di San Tommaso, quella di Santa Maria – dipendente dal vescovo di Patti – e la chiesa di San Giovanni Battista, che ricopriva il ruolo di chiesa madre grazie alla sua posizione centrale, vicino alla porta di San Pietro ,uno degli accessi principali all’abitato.
Proprio alla chiesa di San Giovanni Battista il frate buterese Tommaso da Butera donò nel 1315 importanti reliquie di santi, come ricorda una lapide successivamente trasferita nella Chiesa Madre nel 1542. Lo stesso Tommaso fu eletto vescovo di Cefalù nel 1329 dal capitolo locale e confermato dall’arcivescovo di Messina, ma non ottenne l’approvazione pontificia e rinunciò all’incarico due anni dopo.
Nel corso del XIV secolo Butera attraversò una fase di forte declino, aggravata dalle continue guerre tra Aragonesi di Sicilia e Angioini di Napoli, che consideravano la città strategica per il controllo dell’isola. Attorno alla metà del secolo il territorio passò sotto il dominio di Artale Alagona e della potente famiglia Alagona, protagonista della politica siciliana del tempo. Nel 1347 Leonardo Bongiovanni ricopriva a Butera l’incarico di procuratore e secreto degli Alagona.
Nemmeno la devastante Peste nera riuscì a fermare le lotte tra gli Alagona filo-aragonesi e i Chiaramonte filo-angioini. Nel 1354 i Chiaramonte ottennero dai sovrani napoletani Ludovico e Giovanna che Butera, per la sua rilevanza strategica, tornasse sotto il diretto controllo del demanio regio.
In questo periodo la chiesa di San Giovanni Battista, la cui area è oggi occupata dal palazzo Municipale, continuava a essere il centro della vita cittadina, ospitando le assemblee pubbliche. A essa potrebbe risalire l’antico portale gotico-catalano oggi inglobato nell’attuale Palazzo Municipale.
Le guerre, le epidemie e le crisi economiche ridussero drasticamente la popolazione. Tra il 1374 e il 1376, gli esattori pontifici incaricati della riscossione delle decime registrarono a Butera appena 193 “fuochi”, corrispondenti a circa 800-900 abitanti, segno evidente del duro ridimensionamento subito dalla città nel tardo Medioevo.
in allegato una rappresentazione di Federico III d’Aragona
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