Nella parte settentrionale di Butera sorge la Chiesa di San Tommaso Apostolo, oggi Chiesa Madre, situata nei pressi dell’antica Porta Reale, attraverso la quale nel 1089 fece il suo ingresso vittorioso Ruggero I d'Altavilla dopo la conquista della città.
L’edificio presenta una pianta a croce latina, con cupola e copertura a volta, ed è impreziosito dagli stucchi di Giovanni Maienza e dai dipinti di Domenico Provenzano. Gli altari, arricchiti da marmi decorativi, conferiscono alla chiesa un aspetto monumentale e solenne.
Prima che San Tommaso assumesse il ruolo di parrocchia principale, la funzione religiosa centrale di Butera apparteneva alla Chiesa di San Giovanni Battista, preceduta ancora da Santa Maria del Castello. Nel 1315, il buterese Fra Tommaso Buttiglieri, procuratore del re di Sicilia Federico, donò alla città preziose reliquie, tra cui quelle di Santa Sofia, Sant’Orsola, San Mauro, San Callisto e altri santi, oltre a un’antica Bibbia. Dopo la distruzione della Chiesa di San Giovanni Battista, queste reliquie furono trasferite nella Chiesa di San Tommaso, dove per secoli furono custodite e venerate.
L’origine della chiesa è molto antica, come testimoniano iscrizioni murarie e il portale centrale, sul quale è scolpita la data del 1195. Nel corso dei secoli l’edificio subì numerosi ampliamenti e restauri: uno dei più importanti risale al 1684, grazie al sostegno di importanti benefattori locali, tra cui membri della famiglia Carafa. Ulteriori interventi furono realizzati nel 1829 con il contributo dell’intera comunità cittadina.
Nel XX secolo, durante il periodo del parroco Mario Scarlata, furono effettuati nuovi lavori di abbellimento e consolidamento, ancora una volta sostenuti dalla partecipazione dei fedeli.
La Chiesa Madre di San Tommaso rappresenta oggi non solo uno dei principali luoghi di culto di Butera, ma anche uno dei simboli più significativi della sua storia religiosa, artistica e civile.

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